CI DOMANDIAMO QUALE CREDIBILITA' POSSA AVERE "UNIONE POPOLARE" DOPO LE DICHIARAZIONI DI DE MAGISTRIS SU COSPITO
Se non fossimo italiani, ed in quanto tali ormai avvezzi ad ascoltare qualunque scempiaggine da parte dei politicanti, tanto da non stupirci ormai più di alcunché, scorrendo il comunicato della dirigenza di Potere al Popolo – successivo alle elezioni regionali di domenica dodici e lunedì tredici scorsi – non potremmo credere a ciò che leggiamo.

Questi signori considerano «chi pensava di fare un buon risultato con qualche artificio tattico, magari facendo da stampella a uno dei partiti responsabili dell’attuale sfacelo della sanità pubblica, ha dovuto ricredersi: il risultato è stato più magro del previsto» dei mentecatti o poco più: ci piacerebbe capire bene a chi si riferissero costoro.
Il vero problema però è l’analisi che lorsignori vergano immediatamente dopo: «al contrario la partecipazione di Unione Popolare (1,5% in Lombardia, 0,9% nel Lazio) ha avuto il duplice scopo di mostrare come la costruzione di una piattaforma di resistenza democratica e sociale non si sia fermata alle politiche del 25 settembre, e di sottolinearne l’indipendenza e l’autonomia rispetto ai due grandi blocchi di potere esistenti».
Ci vuole davvero del coraggio a sostenere di aver raccolto un risultato accettabile, quando in Lombardia hanno ottenuto ben lo 1,39 (39.913 voti) del 41,68 per cento che ha espresso una propria preferenza, ossia lo 0,66 per cento.
Che dire poi del Lazio dove le cose, se possibile, vanno ancora peggio: qui intascano lo 0,67 (10.289 voti) del 37,20 per cento, pari allo 0,25 per cento del corpo elettorale: è pur vero che, in questo caso era presente sulla scheda il Partito Comunista Italiano – che raccoglie ben 77 voti in meno rispetto ai seguaci di De Magistris – ma ci pare una giustificazione assai flebile.
Probabilmente le dichiarazioni dell’ex sindaco di Napoli sul caso Cospito non hanno aiutato il raggiungimento di un risultato decente, ma noi crediamo che proprio queste dovrebbero dare adito ad un ripensamento del progetto che, per avere una qualche credibilità, dovrebbe avere al suo interno soggetti che marciano compatti, almeno sui temi più importanti.
Bosio (Al), 18 febbraio 2023
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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